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15/03/2010
DUE NUOVI PORTI TURISTICI PER BARI
[Fonte immagine: www.lagazzettadelmezzogiorno.it]
Bari. Uno scalo attrezzato per il turismo a San Cataldo, una darsena dedicata ai diportisti nel porto vecchio di fronte piazza Diaz. In totale, oltre 1.000 nuovi posti barca che daranno a Bari una sorta di «marina» diffuso: non un grande progetto tipo Brindisi, ma due opere distinte e complementari che nel giro di 4-5 anni dovrebbero dare slancio alla portualità turistica. I soldi non ci sono ancora, almeno non tutti. I progetti, invece, stanno per arrivare: se ne occupano l'Autorità portuale (per San Cataldo) e la capitaneria (per il porto vecchio), con la regia del Comune. Che nelle prossime settimane potrebbe essere chiamato a discuterne.
L'idea della darsena turistica nel porto vecchio non è una novità, ma negli ultimi mesi ha subito un'accelerazione: sono stati risolti i nodi che l'hanno tenuta ferma per anni. Tecnicamente, si tratta di approvare un nuovo piano regolatore portuale (che riclassifica lo scalo), operazione di competenza della Regione: c'è già l'ok della conferenza di servizi (conclusa nel 2005), e ora serve un atto di assenso (che non è una variante di piano regolatore) da parte del Consiglio comunale.
Lo studio di fattibilità prevede di realizzare una nuova darsena con 500 posti per barche lunghe fino a 11 metri, con le relative opere di protezione: per riparare lo scalo dal vento di grecale, sarà necessario prolungare a est di 100 metri il molo S. Antonio e realizzare un molo di sottoflutto di 210 metri sulla barriera frangiflutti esistente. Qui, grazie a una soprelevazione di circa 4 metri, sorgeranno i locali per le attrezzature nautiche e si realizzerà una passeggiata a mare, che sarà collegata con piazza Diaz attraverso una passerella.
Lo studio di fattibilità prevede anche un piccolo ponte strallato, ma l'assessorato all'Urbanistica ha chiesto di eliminarlo a favore di un ponte arcuato sul modello di quello disegnato da Calatrava per Venezia. Inizialmente, lo studio prevedeva di realizzare un parcheggio sotterraneo a piazza Diaz. Ma il contesto - i parcheggi interrati a Bari sono un nervo scoperto - ha suggerito una soluzione alternativa, accettata dalla Capitaneria: i 300 posti auto a servizio della darsena saranno ubicati nel Park&Ride di Pane e Pomodoro, e ci sarà un apposito bus navetta.
L’approvazione del nuovo piano regolatore portuale potrà avvenire entro un anno. Poi bisognerà trovare i soldi, almeno 8-10 milioni di euro. L’ipotesi più probabile è il project financing, visto che il porto si autosostiene grazie ai canoni per l’approdo ed ai servizi: è previsto, tra l’altro, un bar-ristorante sul mare che sarebbe unico in città. Il progetto per il molo di San Cataldo è invece più ambizioso, e anche tecnicamente più impegnativo. In questa zona, il Piano operativo triennale del porto prevedeva inizialmente un intervento di tipo diverso per le autostrade del mare, non più realizzabile. Così, nell'aprile scorso, l'Autorità del Levante ha commissionato lo studio di fattibilità per un posto turistico con 447 posti (di cui 40 destinati ai transiti) per imbarcazioni fino a 30 metri: ci saranno anche 12.500 metri quadri di aree espositive (che potranno essere gestite dalla Fiera), e spazi coperti per altri 1.200 metri per ospitare un ristorante e la sede di un circolo nautico.
I tempi, in questo caso, potrebbero essere più brevi, anche se c’è il nodo dei finanziamenti. «Nel giro di 10 giorni - annuncia il presidente dell'Autorità, Francesco Mariani - avvieremo la gara per la progettazione preliminare. I soldi? Non sono un problema: stiamo lavorando con il Ministero per spostare i 15 milioni già disponibili su questa nuova opera. Qualora non fosse possibile, siamo certi che il progetto si possa realizzare ugualmente: in project financing o anche con finanziamenti propri dell’Autorità. Nell'Adriatico c'è una fame di posti per barca di una certa dimensione».
Bari, insomma, farebbe concorrenza agli scali greci e montenegrini: «I proprietari di barche “importanti” - spiega Mariani - potrebbero ormeggiarle qui, sapendo tra l’altro di essere a pochi minuti da un grande aeroporto ». C’è poi l’aspetto commerciale, visto che è prevista una convenzione con la Fiera per la gestione degli spazi espositivi.
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI