
Considerato:
- che il Porto di Brindisi è un'infrastruttura di valenza strategica per la gestione del traffico merci del Mare Mediterraneo e che, a causa dell'assenza di un'adeguata infrastrutturazione, il Porto non riesce a sviluppare adeguatamente le proprie potenzialità impedendo il naturale sviluppo dell''economia locale che non riceve significative ricadute proprio a causa del sottodimensionamento dell'infrastruttura portuale;
- che, in generale, lo sviluppo di un sistema infrastrutturale adeguato ed efficiente, avendo un effetto di aumento dell'efficienza del sistema medesimo, conseguente alla diminuzione dei costi e dei tempi della mobilità, sia essa riferita alle merci che alle persone, determina la crescita del sistema economico al quale esso è riferito, in virtù del processo di attrazione della localizzazione dei processi produttivi, in particolare industriali e logistici, e creazione di valore aggiunto;
- che le previsioni di crescita, con riferimento alla movimentazione di merci in contenitori nel bacino del Mediterraneo fanno ritenere che, con il dragaggio del Canale di Suez fino a 24 metri di profondità, i volumi attuali, pari a circa 33 milioni di Teus, passeranno a oltre il doppio nel breve periodo (non meno di 70 milioni di Teus)
- che conseguentemente il sistema portuale nazionale, alla luce degli scenari macroeconomici di distribuzione e di crescita differenziata dei PIL, delle modifiche strutturali subite, per effetto del fenomeno economico della globalizzazione, dagli equilibri mondiali del sistema produttivo e distributivo, si candida alla funzione di HUB geoeconomico europeo;
- che il Porto di Brindisi, nonostante la sua collocazione strategica, risulta attualmente inadeguato a sfruttare appieno le proprie potenzialità e la propria vocazione naturale alla funzione di HUB portuale dell'Adriatico meridionale, in collegamento diretto con Suez, con la Grecia e con l'area Balcanica che convoglia i propri traffici sull'asse autostradale che collega Serbia Montenegro e Albania, fino al Porto di Durazzo (Porto con il quale il volume di traffici realizzato dal Porto di Brindisi è in continua crescita),
- che il Porto di Brindisi oltre ad essere un punto terminale dell'Autostrada del Mare è al tempo stesso nodo cerniera tra il Corridoio Adriatico ed il Corridoio VIII (Bari – Brindisi – Durazzo – Sofia – Varna)
- che si rivela strategico, al fine di consentire la piena valorizzazione del corridoio adriatico, che venga individuato, oltre all'Hub di Brindisi, vocato alle operazioni di transhipment, un Porto feeder che, anche in considerazione del posizionamento strategico rispetto ai Porti di Croazia e Slovenia, è individuabile nel Porto di Ancona, ed infine un Porto Terminal, che non può essere che Trieste, in considerazione della prossimità con tutta l'area centroeuropea;
- che, sempre in termini strategici, pare utile individuare strumenti che rendano coerente ed omogenea la realizzazione delle opere di potenziamento del Porto di Brindisi con la rete dei porti adriatici in modo da attrarre anche capitali privati, consentendo possibili forme di gestione coordinata dei tre impianti per quanto concerne il traffico dei containers;
- che sulla base delle previsioni del Piano di Riqualificazione e Sviluppo del Porto di Brindisi, approvato all'unanimità dal Comitato portuale nel maggio 2007, nel quadro del Piano Operativo Triennale 2007/2009, facendo seguito all'esito della formalizzazione della proposta di ampliamento avanzata dall'Autorità Portuale, sulla base delle conformi deliberazioni del Comitato portuale, della Giunta Regionale e del Comune di Brindisi, il Ministro delle Infrastrutture, con Decreto n. 178 in data 16 ottobre 2008 ha disposto l'ampliamento del Porto di Brindisi dall'attuale confine Nord di Capo Bianco alla centrale elettrica ENEL Sud di Cerano, lungo la linea costiera di circa 13 km
- che il citato Piano di Riqualificazione e Sviluppo del Porto di Brindisi, approvato all'unanimità dal Comitato portuale nel maggio 2007, nel quadro del Piano Operativo Triennale 2007/2009, persegue tre obiettivi principali:
1) la realizzazione del banchinamento della Diga foranea di Punta Riso, e quindi la rifunzionalizzazione di un'opera marittima particolarmente importante, vero e proprio perno del Porto
2) la realizzazione di un grande Terminal Container per la movimentazione di circa 3 milioni di containers l'anno da localizzare tra Capo Bianco e Punta di Torre Cavallo, al fine di dotare il Porto di un terminal tra i più estesi del Paese coerente con la vocazione del Porto di Brindisi come Porto d'ingresso dell'Adriatico, in rete con i Porti di Ancona e Trieste
4) la realizzazione di una “Darsena energetica" a Cerano, al servizio di un vero e proprio polo energetico, costituita da due moli: il molo sud, destinato all'ormeggio delle carboniere da 60/80.000 tonnellate per l'alimentazione della centrale Enel Sud di Cerano e lungo il molo nord l'ormeggio di petroliere e/o gasiere.
- che l'ampliamento a sud di Cerano del Porto e la rilocazione in prossimità della Centrale Elettrica Federico II delle attività portuali legate all'energia e al trasporto di carbone e gas risulta strategico per lo sviluppo del Porto, in quanto, realizzando la segregazione fisica delle attività commerciali tradizionali, che continueranno a insistere nell'area portuale originale, da quelle relative al trasporto delle materie prime dell'energia, dislocate in aree idonee lontane dal centro cittadino, corrisponde a una differenziazione razionale delle vocazioni naturali dell'infrastruttura e a un potenziamento imprescindibile del Porto;
- che una parte sostanziale delle attività di infrastrutturazione del Porto di Brindisi oggetto della presente Intesa afferisce a opere per le quali il ricorso al finanziamento privato, attraverso la formula della finanza di progetto, limitando la destinazione delle risorse finanziarie pubbliche alla realizzazione delle sole opere di protezione del Porto e al banchinamento della Diga di Punta Riso, consente la realizzazione virtuosa della gran parte delle opere programmate, e di parte delle attività preliminari di dragaggio e trattamento dei fondali, in necessaria sinergia con le dotazioni impiantistiche già esistenti;
- che anche il sistema infrastrutturale ferroviario è in corso di adeguamento;
- che in data 18.12.2007 tra il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Commissario di Governo per l'emergenza ambientale, la Regione Puglia, la Provincia di Brindisi, il Comune di Brindisi e l'Autorità Portuale di Brindisi è stato sottoscritto l'Accordo di Programma per la definizione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree comprese nel Sito di Interesse Nazionale di Brindisi
Considerato che la carenza quantitativa e qualitativa nella crescita di servizi infrastrutturali rappresenta un limite allo sviluppo dell'economia pugliese e alla sua integrazione nella rete transeuropea dei trasporti di cui è pure parte integrante e sostanziale;
Considerato peraltro che la domanda crescente di interconnessione e di mobilità, non trovando adeguata risposta nell'attuale sistema infrastrutturale, genera esternalità negative che aumentano i costi di produzione riducono la produttività degli investimenti privati, limitando la competitività del sistema imprenditoriale regionale;
Considerato pertanto che il territorio regionale deve essere significativamente raccordato e messo in rete con l'intero Paese e con l'Europa adeguando la dotazione infrastrutturale per la mobilità e per la qualificazione territoriale e che larga parte del deficit infrastrutturale fin qui evidenziato, per il suo rilievo sociale ed economico, riveste carattere di vera e propria “emergenza" e assume la configurazione di “preminente interesse nazionale";
Considerato che il progetto complessivo di riqualificazione e sviluppo non collide in assoluto con gli interessi di traffico e con le attività marittimo-portuali dei porti facenti parte del sistema portuale pugliese, quali Bari e Taranto. Con quest'ultimo sarebbe possibile invece la realizzazione di un corridoio cerniera lungo soli 70 km, per porre in essere ogni sinergia possibile tra lo Ionio e l'Adriatico. I due porti sono collegati da una superstrada e soprattutto da una linea ferroviaria, sottoutilizzata, che collega direttamente i due terminal.
Considerato che il riassetto funzionale del porto di Brindisi può fornire all'intero territorio pugliese uno degli HUB portanti della offerta logistica dell'Adriatico.
Considerata la necessità di realizzare una rete di interconnessione tra il porto di Brindisi, quello di Ancona e quello di Trieste, essendo questi tre porti, per posizione geografica, la porta di ingresso, il terminale ed il porto intermedio dell'Adriatico.
Visto l'articolo 1 della Legge n. 443 del 21 dicembre 2001 “Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive" (detta Legge Obiettivo), che al comma 1 dispone che “il Governo, nel rispetto delle attribuzioni costituzionali delle Regioni, individua le infrastrutture pubbliche e private e gli insediamenti produttivi e strategici e di preminente interesse nazionale da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese," disponendo che l'individuazione di dette infrastrutture sia operata per mezzo di un Programma formulato su proposta dei Ministri competenti e/o delle Regioni interessate, e poi inserito nel Documento di Programmazione Economica e Finanziaria con l'indicazione degli stanziamenti necessari per la loro realizzazione;
Visto l'articolo 1, comma I, secondo periodo, della Legge n. 443 del 21 dicembre 2001 che richiama, per l'individuazione delle infrastrutture strategiche, le finalità di “riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale" e “di garanzia della sicurezza strategica e di contenimento dei costi dell'approvvigionamento energetico del Paese e per l'adeguamento della strategia nazionale a quella comunitaria delle infrastrutture e della gestione dei servizi pubblici locali di difesa dell'ambiente"
tra
il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
il Comune di Brindisi
l' Autorità portuale di Brindisi
si stipula il seguente Protocollo di Intesa
1. OGGETTO DELL'INTESA
Costituisce oggetto del presente Protocollo di intesa la definizione delle opere infrastrutturali da realizzare nel sistema portuale di Brindisi così come indicate al seguente punto 2.
2 . INTERVENTI INFRASTRUTTURALI
La presente Intesa disciplina i seguenti interventi
1. HUB PORTUALE E PIATTAFORMA LOGISTICA DI BRINDISI
1.1 Rifunzionalizzazione e prolungamento della diga di Punta Riso
Descrizione dell'intervento
L'intervento di rifunzionalizzazione prevede la trasformazione della attuale diga foranea in banchina di lunghezza pari a m 1.000 e di superficie pari a mq 250.000, comprese strutture ricettive e di servizio per mq 2.500, in funzione della destinazione turistica (traghetti passeggeri e crociere) con piena valorizzazione del posizionamento strategico dell'infrastruttura, ubicata in prossimità dell'aeroporto e delle principali arterie stradali. L'intervento di prolungamento consiste nell'estensione della diga foranea, a protezione dello sviluppo del Porto.
Costo stimato dell'opera
L'importo complessivo delle opere di rifunzionalizzazione è pari ad euro 72.667.780,00.
L'importo complessivo delle opere di prolungamento della diga foranea è pari ad euro 62.000.000,00.
Copertura finanziaria
Il costo stimato dell'opera di rifunzionalizzazione e di prolungamento della diga foranea deve essere integralmente finanziato.
Livello di avanzamento progettuale e procedurale
E' stato eseguito lo studio di fattibilità dell'opera di rifunzionalizzazione. È in corso la progettazione dell'opera.
Soggetto aggiudicatore
Autorità Portuale di Brindisi
1.2 Riqualificazione banchina e viabilità presso il Castello Alfonsino
Descrizione dell'intervento
L'intervento completa l'intervento di rifunzionalizzazione della diga di Punta Riso, e consiste nella realizzazione di una nuova banchina alla quota di 2,5 m sopra il livello medio marino, distaccata dall'Isola di S.Andrea e disposta parallelamente all'attuale filo di banchina antistante il Forte a Mare. Il nuovo attracco avrà uno sviluppo lineare complessivo di 100 m e la banchina avrà una larghezza di 13 m, e sarà collegata a terra mediante un pontile di larghezza pari a 7 m e di 47,5 m di lunghezza con corsia pedonale e stradale.
Costo stimato dell'opera
L'importo complessivo delle opere è pari ad € 5.765.541,61.
Copertura finanziaria
Il finanziamento disponibile è pari a 3.500.000 euro, di cui 1.849.000 euro a valere sull'Accordo di Programma PIT 7. Il resto finanziato con fondi dell'Autorità Portuale per l'importo di € 2.265.541,61.
Livello di avanzamento progettuale e procedurale
Progetto preliminare.
Soggetto aggiudicatore
Autorità Portuale di Brindisi
1.3 Realizzazione Terminal container in località Torre Cavallo.
Descrizione dell'intervento
L'intervento prevede la costruzione di moduli di banchine e piazzali nelle aree ubicate in località Torre Cavallo, previo dragaggio dei fondali fino alla quota di -12 m / -18 m per e previa realizzazione del prolungamento della diga al fine di realizzare una superficie totale di banchine terminal compresa tra 400.000 mq e 1.200.000 mq per una capacità annuale totale compresa tra 1.000.000 e 3.300.000 Teus, con opere di infrastrutturazione ferroviaria per un totale di 1.115 m di binari.
Costo stimato dell'opera
La stima dell'importo complessivo delle opere si attesta su un minimo di euro 650.000.000,00, che comprende le minime opere di dragaggio trattamento e refluimento in cassa di colmata, il cui costo è stimato in euro 180.000.000,00.
Copertura finanziaria
Il costo stimato dell'opera dovrà, essere finanziato con Project financing per almeno il 50%, che potrà interessare parte delle opere di dragaggio, trattamento e refluimento. La concessione demaniale delle opere avrà durata di almeno 30 anni.
Livello di avanzamento progettuale e procedurale
E' stato eseguito lo studio di prefattibilità.
Soggetto aggiudicatore
Autorità Portuale di Brindisi
2. INFRASTRUTTURE DI SVILUPPO STRATEGICO PER L'APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO
2.1 Opere preliminari di dragaggio
Descrizione degli interventi
L'intervento prevede il dragaggio di un'area di 760.000 mq, per la realizzazione del molo carbonifero e del molo di sopraflutto e di 150.000 mq per la realizzazione del molo a servizio del deposito costiero di carburanti, con una stima di volumi da dragare pari a 3.000.000 mc.
Costo stimato dell'opera
L'importo complessivo dell'opera è pari a euro 150.000.000.
Livello di avanzamento progettuale e procedurale
E' stato eseguito lo studio di fattibilità.
Soggetto aggiudicatore
Autorità Portuale di Brindisi.
2.2 Realizzazione del molo carbonifero per l'ormeggio di 3 navi carboniere da 80.000 tonnellate a Cerano
Descrizione degli interventi
L'intervento prevede la costruzione di un molo carbonifero di 2.000 m. con un fronte di ormeggio di 1.000 m e del molo di sopraflutto di 1.000 m di lunghezza.
Costo stimato dell'opera
L'importo complessivo delle opere marittime è pari a euro 170.000.000,00.
Copertura finanziaria
Il costo stimato dell'opera dovrà essere finanziato, per almeno il 50%, con lo strumento del Project financing, che potrà interessare parte delle opere di dragaggio.
Livello di avanzamento progettuale e procedurale
E' stato eseguito lo studio di prefattibilità.
Soggetto aggiudicatore
Autorità Portuale di Brindisi
3 . DISPOSIZIONI FINALI
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti si impegna ad inserire, dopo apposita istruttoria da parte dei competenti Uffici del Dicastero e dopo la sottoscrizione dell'Atto Aggiuntivo alla Intesa Generale Quadro con la Regione Puglia, nell'Allegato Infrastrutture al Documento di Programmazione Economica e Finanziaria gli interventi elencati nel paragrafo precedente per consentire, dopo l'approvazione del DPEF da parte della Conferenza Stato Regioni, del CIPE e del Parlamento, l'inserimento delle stesse tra le opere della Legge 21 dicembre 2001 n. 443 (Legge Obiettivo).
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Senatore Altero Matteoli
Il Sindaco di Brindisi
On. Domenico Mennitti
Il Presidente dell'Autorità Portuale di Brindisi
Dott. Giuseppe Giurgola
Brindisi 26 maggio 2009